“Inoltre, la trama è schiava delle canzoni e le canzoni sono schiavizzate dalla trama. Nella puntata in cui si parlava di accettazione del proprio corpo mi sarei giocato un flacone di Clearasil che qualcuno finiva a cantare “Beautiful” di Christina Aguilera; nella puntata dedicata a Madonna era necessario incastrare la questione verginità per poter cantare “Like A Virgin”; nella puntata sulla fede si è deciso di introdurre “Losing My Religion” per parlare di crisi mistica (quando è ben noto che il titolo significa “perdere la pazienza” e la canzone parla di tutt’altro). L’idea che mi sono fatto è che, una volta deciso l’argomento della puntata su cui eticheggiare, Ryan Murphy inserisce la parola chiave nel campo di ricerca su iTunes e i primi dieci risultati sono le canzoni che sentiremo.”
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Glee: la minaccia
Ovvero: sei buoni motivi per non guardare la serie televisiva dell’anno.


